Svegliarsi senza riuscire a muoversi per qualche istante: il corpo è ancora nella fase del sogno.
Durante il sonno REM, la fase in cui si sogna di più, i muscoli del corpo si rilassano fino a non muoversi: si chiama atonia, ed evita di mettere in scena i sogni. A volte questa immobilità continua per qualche secondo dopo che la mente si è svegliata, o comincia prima che si sia addormentata. Sei cosciente, apri gli occhi, ma il corpo non risponde. Spesso spaventa; di solito è innocua e passa da sola in pochi secondi o al massimo in qualche minuto.
Cosa si prova e perché
Il segno principale è semplice: sei sveglio, ma non riesci a muoverti né a parlare. Spesso arrivano altre sensazioni, perché il sogno non si è spento del tutto e si mescola alla stanza reale. Molti percepiscono una presenza accanto al letto, un peso sul petto o la fatica di respirare; altri sentono di galleggiare, di ruotare o di uscire dal corpo.
La sensazione di soffocare spaventa, ma il respiro continua da solo: il diaframma, il muscolo che ci fa respirare, non si ferma durante il sonno REM. La paralisi del sonno è più comune di quanto si pensi e diventa più probabile quando si dorme poco, con orari irregolari, con i turni di notte o dopo un viaggio con cambio di fuso orario, nei periodi di stress e, per molte persone, dormendo sulla schiena.
Come l'hanno letta le culture
Quasi ogni cultura ha dato un volto a questa esperienza. In Abruzzo si racconta della pandafeche, una figura che si siede sul petto di chi dorme; in Giappone si parla di kanashibari, «legato come dal metallo»; a Terranova, in Canada, di una vecchia strega. Il dipinto «L'incubo» di Johann Heinrich Füssli, del 1781, mostra un demone accovacciato sul petto di una donna addormentata, e la parola «incubo» viene dal latino incubus, da incubare, «giacere sopra».
Alcune tradizioni spirituali la leggono come una soglia: chi la osserva con calma, invece di combatterla, racconta che a volte si trasforma in un'esperienza fuori dal corpo. La medicina vede nelle presenze e nel galleggiare frammenti di sogno che entrano nella veglia. Le due letture guardano lo stesso momento da punti di vista diversi.
Domande frequenti
La paralisi del sonno è pericolosa?
Di solito no: è spiacevole, a volte spaventosa, ma passa da sola e non danneggia il corpo. Conviene parlarne con il medico se è frequente, se ti angoscia al punto da temere di andare a dormire, o se si accompagna a una forte sonnolenza durante il giorno o a improvvisi cedimenti dei muscoli quando ridi o ti emozioni: possono essere segni di un disturbo del sonno, come la narcolessia, che si può riconoscere e trattare.
Cosa fare durante una paralisi del sonno?
Ricordati che è temporanea e che il respiro continua da solo. Invece di lottare con tutto il corpo, concentrati su un respiro lento e prova a muovere qualcosa di piccolo: un dito, le dita dei piedi, gli occhi o i muscoli del viso. Spesso basta un piccolo movimento per sciogliere l'immobilità. Se arrivano immagini o presenze, sapere che fanno parte del fenomeno aiuta a non spaventarsi.
Come si previene la paralisi del sonno?
Il modo più efficace è dormire abbastanza e con orari regolari, perché la mancanza di sonno e i ritmi irregolari la rendono più probabile. Aiuta anche ridurre lo stress e limitare alcol e caffeina la sera. Se ti succede soprattutto quando dormi sulla schiena, prova ad addormentarti su un fianco. Quando gli episodi restano frequenti nonostante queste attenzioni, il medico può aiutarti a capirne la causa.
Tieni un diario dei sogni
Annotare i sogni appena svegli è il primo passo per ricordarli e riconoscerli. Nel diario di SideraMea ogni sogno resta accanto al cielo di quella notte.